Canili e Gattili

Nei canili e nei gattili vengono accolti tutti gli animali abbandonati o persi. Le condizioni di questi rifugi sono, il più delle volte, precarie. Gabbie sovraffollate che favoriscono la trasmissione di malattie infettive e parassitarie, maschi e femmine liberi di accoppiarsi, condizioni igieniche scarse, nutrimento insufficiente o inadeguato, controlli sanitari carenti. Tutto questo aggrava lo stress psicologico dell’animale, già abbandonato. In alcuni canili il maltrattamento raggiunge livelli estremi: cani massacrati a bastonate, spariti nel nulla, sequestrati per maltrattamento, privati delle corde vocali per "risolvere" problemi di inquinamento acustico.
La gestione di queste strutture è estremamente gravosa: solo grazie ai volontari si riesce ad alleviare le sofferenze degli animali detenuti, garantendogli una maggiore attenzione e migliori cure. Nonostante la Legge 281/91 affidi la gestione di canili e gattili ai Comuni, spesso questi ultimi preferiscono stipulare convenzioni con privati. Frequentemente si tratta di individui privi di scrupoli più interessati ai contributi giornalieri forniti dal Comune, piuttosto che al benessere degli animali. Le amministrazioni pubbliche garantiscono ai canili privati da 1,5 a 5 Euro al giorno per ogni cane. Canili e gattili, che dovrebbero essere luoghi di accoglienza temporanea, spesso diventano, nel caso di animali anziani o malati, la soluzione definitiva.

Numero SOS per segnalazioni, anche anonime, di maltrattamenti nelle strutture (canili) residenziali
339 3589892
Non aver paura, chiama!


EDIGA - Ente Difesa Gatti
Per aiutarci puoi:
1) associarti all'Ediga versando ogni mese € 5,00 sul c/c postale 14556906 intestato a Ente Difesa Gatti, via Liguria, 1 - 90144 - Palermo;
2) adottare uno dei gatti del rifugio ma se non puoi tenerlo a casa lo potrai adottare a distanza inviando ogni mese per il suo mantenimento € 10,00 sul c/c postale 14556906 intestato a Ente Difesa Gatti, via Liguria, 1 - 90144 - Palermo. Puoi venire a trovarlo quando vuoi, lo potrai coccolare e dargli tante carezze. Ne hanno tanto bisogno!
3) regalare al rifugio di tutto: occorrono cibo, medicinali, pezze di lana, vecchie coperte, pane duro, pasta, scatolette, croccantini, carne e pesce;
4) fare una donazione libera al rifugio di soldi per pagare il cibo, l'acqua, i detersivi, la segatura, e sacchi per la spazzatura e per finire di costruire il nuovo rifugio e quant'altro è necessario;
5) aiutarci attivamente, infatti servono volontari che con spirito di sacrificio vengano a prestare la loro opera in soccorso dei gatti del rifugio;
6) aiutarci ad allattare i cuccioli che non sono ancora svezzati e vanno accuditi in modo particolare; ci servono infatti persone fidate che possano ospitare temporaneamente i cuccioli per allattarli fino a svezzarli per poi riportarli al rifugio dove troveranno un ambiente adatto a loro;
7) chiedere ai tuoi familiari, amici e conoscenti di fare delle offerte e PASSARE LA PAROLA !!!
8) inoltre se sei un proprietario di una ditta di mangimi o di un negozio di alimenti per animali puoi fare l'offerta di regalarci le scatolette di carne invendibili come quelle scadute da poco o che stanno per scadere, le spese di spedizione sono ovviamente a nostro carico!
Se vuoi contribuire puoi farlo attraverso il
c/c postale 14556906 intestato a Ente Difesa Gatti, via Liguria, 1 - 90144 - Palermo
qualunque cifra sarà ben accetta anche la più piccola contribuirà a comprare almeno una scatoletta di carne.

Via Pandolfini, 3 - Palermo (Boccadifalco) - cel. 338 1621663
E-mail: info@entedifesagatti.it
Sito web http://www.entedifesagatti.it/


Scarica il dossier Lav sui canili lager in Sicilia (2006)
www.nolager.com


Canili e gattili
Proseguo con la "casa" di cani e gatti randagi, persi o abbandonati: il canile e il gattile. Parlerò da ora in poi solo di canile o di rifugio, sottintendendo che tale struttura comprenda anche uno spazio adeguato per i mici rimasti senza padrone o impossibilitati alla vita in libertà.
La stragrande maggioranza dei canili e rifugi esistenti deve essere ristrutturata o comunque necessita di adeguamenti alle esigenze degli animali ospitati, alle norme sulla sicurezza e l’igiene. Infatti, non è più sufficiente garantire agli animali un tetto e una ciotola più o meno piena. I cani in particolar modo hanno bisogno di spazio, affetto, socialità, gioco, anche in canile.
I box devono avere quindi spazio a sufficienza, cucce adeguate che consentano all’animale di riposare in posizione elevata rispetto al pavimento (che troppo spesso viene pulito dall’esterno del box con un getto d’acqua, bagnando tutto, animali e cuccia compresi). Il cane deve poter uscire più volte al giorno: i box quindi dovrebbero essere forniti di spazi comuni dove, a turno, gli animali socievoli tra loro possano scorazzare semiliberi.
Inutile dire che non sono molti i rifugi che rispondono a queste caratteristiche. Ristrutturare e risanare i canili pubblici e privati è dunque una priorità. Ma è indispensabile anche costruire nuove strutture, al fine di accogliere la gran quantità di cani abbandonati che ogni anno vaga sulle strade d’Italia (per i particolari rinvio al paragrafo "Il Parco canile").
Il D.P.R. n. 320 del 1954 e la legge n. 281 del 1991 assegnano ai Comuni l’onere di farsi carico della custodia dei cani randagi e a provvedere alla costruzione di canili rifugio. La legge parla anche di "controllo demografico" delle comunità feline e dei cani (art. 2, l. 281/91) che deve essere operato dai veterinari delle aziende sanitarie locali.
Almeno una parte dei cani ospitati presso i canili pubblici e convenzionati dovrebbe essere sottoposta a sterilizzazione in modo da non riprodurre all’infinito il fenomeno del randagismo. Oggi ancora in troppi canili si verificano cucciolate.
Come già detto in precedenza, per facilitare l’opera di sterilizzazione di cani e gatti le aziende sanitarie locali e le Regioni dovrebbero attivare convenzioni con i veterinari privati e collaborare con le associazioni animaliste e con le "mamme dei gatti" o "gattare" per censire le comunità di gatti liberi. Gli ordini, le associazioni e i sindacati dei veterinari liberi professionisti e non, oltre alle associazioni animaliste, devono essere coinvolti nella messa a punto dei programmi di sensibilizzazione e intervento delle pubbliche amministrazioni e delle Regioni.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge 281/91 sul randagismo le Regioni avrebbero dovuto approntare una propria normativa che recepisse i dettati della legge quadro nazionale. Alcune Regioni, a distanza di anni, non hanno ancora una propria legge, il che impedisce loro di utilizzare i finanziamenti stanziati dalla 281/91 per risanare i vecchi e costruire nuovi canili.
Le leggi regionali di recepimento della 281/91 dovrebbero prevedere in bilancio finanziamenti aggiuntivi ai contributi statali. È ovvio che la ripartizione dei fondi nazionali privilegerà quelle realtà dinamiche che hanno presentato progetti operativi di attuazione della legge.
Se fosse possibile modificare il testo della 281/91 o le norme regionali, sarebbe conveniente inserire l’obbligo per i Comuni, singoli o associati, di costituire consorzi per la costruzione e gestione di canili rifugio, i quali andranno ad aggiungersi ai canili sanitari gestiti dalle Asl. A tutt’oggi diversi grossi centri metropolitani sono sprovvisti di un canile rifugio e delegano ai privati cittadini ed alle associazioni di volontariato l’onere di farsi carico della custodia dei randagi.
Tratto da  "Le Regioni ed i Comuni Amici degli Animali - Leggi, ordinanze e proposte per le Amministrazioni a quattrozampe"
Di Stefano Apuzzo, Carla Rocchi, Chiara Acciarini


Canile comunale di Trapani
L’Amministrazione Comunale provvede ad assicurare il ricovero ed il mantenimento di gran parte dei cani randagi accalappiati sul territorio comunale, ospitandoli presso il canile municipale di Via Tunisi.
Il canile comunale , recentemente ampliato e con la capienza di ottanta posti circa, sorge in città, nelle vicinanze del lungo mare Dante Alighieri, occupando nell’insieme una superficie di metri quadrati millecento circa.
I cani , ricoverati in Box singoli, hanno anche la possibilità , a turno, di sgambare nelle aree recintate scoperte, all’interno del canile stesso.
La vigilanza sanitaria viene effettuata dal servizio veterinario dell’AUSL N. 9 di Trapani, che provvede, tramite proprio veterinario, in collaborazione con n/s personale, ad assicurare le cure terapeutiche necessarie e le relative vaccinazioni ai cani, a spese dell’Amministrazione Comunale.
Nel suddetto canile, come sopra già esposto, vengono ricoverati i randagi che, nella maggior parte dei casi, appartengono a razza meticcia, non escludendo, anche, ricoveri di esemplari di altre razze.
L’Amministrazione Comunale, nelle more di costruzione di un canile consortile, per far fronte al fenomeno “Randagismo” ha già intrapreso a partire dall’anno 2002 campagne di sterilizzazioni che, allo stato attuale, cominciano a dare i risultati aspettati.
Inoltre, per dare maggiore disponibilità di posti al canile comunale ha adottato con Delibera di Giunta N.328 del 18/11/2204 delle misure sperimentali urgenti per il contenimento del fenomeno randagismo dei cani, dando la possibilità ai cittadini di adottare i cani, dando un compenso forfetario per le spese.
Le foto: http://www.comune.trapani.it/canile


Canili da 5 a 0 stelle
di Stella Pende

Feriti, malati, affamati, soli: così vivono i cani in troppe strutture pubbliche e private, come documenta la storia di copertina di Panorama. Ma in Italia ci sono anche strutture, piccole e grandi, dove esperti e volontari danno agli animali l'amore e le cure che meritano. Ecco una lista con il punteggio, divisa per regioni, dal Nord al Sud.
Hanno partecipato a questa inchiesta Riccardo Arena, Rossana Campisi, Fabio Fogu, Eugenio Marzotto, Angelo Sica, Giorgio Sturlese Tosi.

PALERMO
Canile municipale: struttura in piazzetta Tiro a segno.
Triste la situazione dell'ex macello che fu al centro di uno scandalo nel 2002: cani che divoravano cani. Oggi la situazione è migliorata, ma non troppo. Mortalità ancora alta.
Stelle: non classificato

Il rifugio della Favorita parco della favorita fa parte del Cap, il Coordinamento animalista palermitano. È gestito dalla Lega per la difesa del cane. Qui i volontari si arrangiano alternandosi in 15 per 365 giorni all'anno. Il canile è fatiscente ma l'amore della gente che ci lavora dentro è importante.
Stelle: 1

CALTANISSETTA
Canile Ricara
(rifugio cani randagi). Tra le campagne di Delia e Caltanisetta. E' convenzionato con molti comuni di tutta la Sicilia. Cani maltrattati e fosse comuni. Mortalità altissima.
Stelle: non classificato

Canile Mimiani
L'altra faccia della stessa medaglia. Opera in "strettissima "collaborazione col Ricara.
Solite fosse comuni.
Stelle: non classificato

SIRACUSA
Piccolo Panda, struttura privata. Società cooperativa amici della natura. Strada per Florida 124, Siracusa. Canile dignitoso. Stelle: 2

Tratto da: http://www.panorama.it/scienze/animali/articolo/ix1-A020001029906/idpag1-4


INCHIESTA SHOCK DI ‘PANORAMA’ SUI CANILI-LAGER: IN SICILIA E’ EMERGENZA. A CALTANISSETTA LE “FOSSE COMUNI” DELL’ORRORE
LA LAV: “REGIONE LATITANTE ED INSENSIBILE, SUBITO IL REGOLAMENTO CONTRO IL BUSINESS DEL RANDAGISMO”

Cani randagi rinchiusi in canili-lager, affari d’oro per i titolari di queste strutture convenzionate coi Comuni siciliani e un record a livello nazionale degli animali morti. E’ questo l’agghiacciante quadro della situazione del randagismo in Sicilia che emerge dall’inchiesta pubblicata sul numero in edicola di Panorama, a cura della giornalista Stella Pende in collaborazione con la LAV.
L’inchiesta denuncia la scandalosa situazione di Caltanissetta, dove “nei canili privati come il Ricara, finanziato dal Comune di Caltanissetta e da molti altri, muore il 59 per cento degli animali. A non resistere alle crudeltà, allo strazio, alle sevizie (reati per i quali è stato indagato il padrone del lager Ennio Lo Piano) sono soprattutto i cuccioli di due o tre mesi che, forse, preferiscono morire, piuttosto che restare nel canile a vita. In base ai numeri, gran parte dei cani non ce la fa a superare i 100 giorni dopo l'arrivo… Il sindaco di Caltanissetta… emette settimanalmente «ordinanze contingibili e urgenti» per seppellire i cani nelle fosse comuni che circondano il canile. In quattro anni sono stati sotterrati 2mila cani”. Sul sito web di Panorama, inoltre, un altro canile privato nisseno salta al ‘disonore’ della cronaca: è il Canile Mimiani, vicino San Cataldo (CL). “L'altra faccia della stessa medaglia – secondo Panorama – che opera in "strettissima "collaborazione col Ricara. Solite fosse comuni” dove le decine di cani che muoiono inspiegabilmente ogni mese trovano la fine…
Per quanto riguarda Palermo, l’inchiesta riferisce che “il canile municipale seguiva il record a ruota. Oggi pare che la mortalità sia un po' calata. Si dice che il 38 per cento delle morti sia dovuto a cause naturali. Ma la fame, il freddo, gli stenti, la disperazione sono «morti naturali»? O forse l'eutanasia più naturale è lo sbranamento? Come racconta un video delle Iene dove un branco di cani all'area aperta assale e divora il più debole, l'ultimo arrivato. Per questo video il veterinario Angelo Todaro perse il posto, oggi, naturalmente, riconquistato. La conseguenza di quella indagine? L'eliminazione dell'area dove i cani camminavano liberi”.
“Se la Sicilia è diventata la regione dei canili-lager, la colpa è di quelle norme della legge regionale n.15 del 2000 che hanno favorito il business del randagismo – dichiara Marcella Porpora, coordinatrice regionale della LAV – a vantaggio di chi ha trasformato la sofferenza degli animali in un’occasione di lucrosi guadagni. Secondo la legge regionale, infatti, i Comuni possono convenzionarsi con canili privati ai quali appaltare il servizio di cattura e custodia dei cani, deresponsabilizzando quindi l’Ente pubblico che così non affronta l’incremento demografico delle popolazioni randagie tramite le sterilizzazioni e il contrasto del fenomeno dell’abbandono. Non c’è nessun controllo su queste convenzioni che vengono stipulate secondo gli interessi dei Comuni, insensibili al benessere animale, e dei privati, interessati solo ad ottenere il massimo del guadagno. Secondo la legge 15, dal 2002 in Sicilia i Comuni non potevano stipulate altre convenzioni con canili privati, ma tale norma è totalmente ignorata; da 5 anni, inoltre, la Regione deve emanare uno “schema tipo di convenzione” che preveda criteri economici e di tutela degli animali, ma ad oggi né il Presedente Cuffaro né l’Assessore alla Sanità Pistorio hanno mai dimostrato la volontà di adempiere ai loro doveri!”.
Per stroncare questo orribile business, chiudere i canili-lager ed affrontare in maniera corretta ed efficace il randagismo, la LAV chiede al Presidente della Regione di emanare subito il previsto “Regolamento regionale di esecuzione” della legge 15/2000, atteso da 5 anni. “Con quel provvedimento si devono mettere precisi paletti e limitazioni severe – continua Marcella Porpora - perché nei canili venga assicurato il benessere degli animali; i Comuni si dotino di strutture pubbliche per l’accoglienza degli animali abbandonati o feriti e le strutture private, come il Ricara o il Mimiani, non si trasformino negli attuali enormi campi di concentramento di randagi provenienti da tutta la Sicilia; ai cani vengano assicurate cure veterinarie, alimentazione e condizioni di vita adeguate in spazi dignitosi; Comuni e ASL provvedano con urgenza alle sterilizzazioni degli animali vaganti; l’abbandono dei cani ed i maltrattamenti siano concretamente contrastati come prescrive la legge”.
Per comprendere il giro d’affari del business randagismo in Sicilia, la LAV ha raccolto i dati ufficiali dei due canili simbolo di questa situazione: il Mimiani ha dichiarato un ricavo annuale di euro 102.000,00 per il 2002 e di euro 348.035,00 per il 2003; il Ricara ha stipulato una convenzione con il Comune di Caltanissetta che prevedeva per tutto il 2003 la cifra di euro 196.253,66, mentre i ricavi dichiarati annualmente dalla ditta ammontavano a euro 437mila per il 2000 ed euro 507mila per il 2001.
La LAV ha già promosso diversi incontri con i vertici del Comune di Caltanissetta per attuare un piano di lotta al randagismo e per fermare l’ecatombe di animali nei canili-lager; inoltre l’Associazione animalista si riserva di adire le vie legali per denunciare all’Autorità giudiziaria i casi più gravi di maltrattamento degli animali.
Palermo, 24.03.2005
Disponibili, a richiesta, foto del canile “Ricara” di Caltanissetta


Scarica l'opuscolo "Le Regioni ed i Comuni Amici degli Animali"


L'esercito dei randagi è in continuo aumento, fermiamolo insieme, limitiamo le nascite.


Associazione Amici del Cane Onlus
L'associazione Amici del Cane è costituita da persone che amano gli animali in generale, in particolare i cani. E' un'Associazione messinese, ed è in questo territorio, provincia compresa, che sta operando con il fermo intento di risolvere, o quanto meno limitare, il problema del randagismo, dell'abbandono, dei maltrattamenti e di quanto altro forma causa di sofferenza per i cani, e più o meno gravi conseguenze per la comunità.
Per raggiungere tale scopo primario ci si è prefissi di spingere, collaborando, le Istituzioni ed i Cittadini alla conoscenza ed al rispetto della L.R. Siciliana n. 15 del 3.7.2000, nella convinzione che nell'applicazione della suddetta legge stia non solo la risoluzione del grave problema del randagismo, ma anche una notevole riduzione di sofferenze per tutti gli animali di affezione.
Inoltre diamo informazioni, operiamo come volontari attivi al canile, contribuiamo alle spese per le cure di cani appartenenti a persone che ne hanno bisogno, ed interveniamo, dove possibile, a dare una mano per i nostri amici animali.
I cuccioli abbandonati del canile di Santa Lucia sopra Contesse ed i trovatelli di Messina vi aspettano per essere adottati.
Banchetto per l'affido dei cani a Messina, in piazza Cairoli tutti i sabato e domenica. Sabato dalle ore 11 alle 13 Domenica dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 18 alle 20.
Non mancare!
http://www.siciliamicidelcane.it/

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